I sette giorni di Garibaldi
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Siamo nel 1861, a un passo dall'Unità del paese e l'Italia è divisa in due. da una parte i sostenitori dell'eroe Garibaldi, che è stato esiliato a Caprera, da dove poi con fulminea mossa fuggirà; dall'altra i nemici dell'eroe, legati al governo Rattazzi in carica. Il vero dilemma era nel logico trasferimento della capitale della sabauda Torino alla naturale Roma, che era però l'epicentro dell'autonomo stato pontificio che sarà conquistato con la presa di Porta Pia solo dieci anni dopo. E mentre i Francesi di Napoleone III proteggono gli affari del Papa, Garibaldi si assume il difficile compito di conquistare Roma, bloccato dal governo dopo l'eroico fallimento dei fratelli Cairoli. Nel 1867 Garibaldi torna in campo e arruola gli uomini necessari alla difficile azione.