Kadosh (Sacro)

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Generi: Drammatico
Autori:
Rilegatura: Copertina Flessibile
Formato Media: Altro

Nell'enclave ultra-ortodosso di Mea Shearim a Gerusalemme, le regole di comportamento, i costumi e la vita di tutta la comunità sono dettati dalla religione ebraica.

Rivka e Malka sono sorelle. Il marito di Rivka, figlio del rabbino della comunità, è un uomo profondamente religioso. La sua giornata si apre, mentre la moglie ancora dorme, con la rituale preghiera ("...Sii benedetto in eterno, nostro dio, che apri gli occhi ai ciechi...sii benedetto dio eterno che non mi hai fatto nascere donna."), i lavacri, l'allacciamento dei tsitsit e dei tefillin, nel tempo fissato dei sei minuti. Si reca, poi, alla yeshiva, la scuola religiosa dove si studia il Talmud. Il legame con Rivka è profondo e tenero, ma non ha portato figli e, dopo i dieci anni prescritti nei testi sacri, le pressioni della comunità lo costringono a ripudiare la moglie.

Malka ama Yaakov, musicista in un gruppo rock. Ma la comunità l'ha destinata a Yossef, altro uomo di religione, per cui la giovane non prova alcun sentimento. Dopo il rituale bagno di purificazione, cui presiede la madre di Rivka, e le nozze, Malka si taglia i capelli, come prescritto, e si concede con rassegnata indifferenza al violento atto sessuale del marito.

Le due donne si confidano le rispettive esperienze nell'appartamentino in cui Rivka si è completamente isolata, dopo la separazione. In disobbedienza alle regole, si reca in un consultorio medico e viene a sapere che la mancanza di prole non è ascrivibile alla sua sterilità. Malka tradisce il marito con Yaakov, ed è punita con la fustigazione.

In questa "guerra tra sessi"[2], il comportamento delle due sarà molto diverso. Rivka, incapace di infrangere "lo spazio restrittivo della comunità"[3] ritorna un'ultima volta dal marito, che continua ad amarla, e in un ultimo tenero amplesso, si lascia morire sul suo corpo. Malka, da lontano, osserva le cupole e le torri della città che ha deciso di abbandonare per sempre.

Da un'auto, gli altoparlanti annunziano, per le strade di Gerusalemme, l'avvento di nuovi tempi per lo stato di Israele.